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Come mai hai le spalle così grandi?!

Questa è una delle domande che mi è stata fatta più spesso…ricordo benissimo la sensazione che provavo ogni volta che mi veniva fatta quella domanda. All’inizio non capivo a cosa si riferissero, a me le mie spalle sembravano solo delle spalle, poi sentendomi in dovere di difenderle dicevo ” eh si, io lancio il giavellotto quindi…” che in realtà era solo una scusa perché che avessi lanciato il giavellotto oppure no le spalle ci sarebbero state comunque, motivo per cui quella domanda non l’ho mai capita…”perché?” che cosa vuol dire perché? E’ come chiedere perché hai due occhi e un naso, non c’è da giustificarsi, siamo nati così e basta.

A quella poi ne seguivano altre: “Perché sei così alta? Perché hai il seno grande? Perché hai la cicatrice sulla fronte? Perché hai le gambe muscolose?” Ed io ogni volta pensavo di dovermi giustificare, di dovermi scusare per come fossi e mentre prima non mi ponevo nessun problema riguardo al mio corpo in seguito ho cominciato a chiedermi se dovevo, se potevo essere diversa da così.

Tutto sommato però fino a che ho praticato atletica avevo la mia scusa, la mia risposta pronta, tutto il mio corpo si poteva giustificare con il fatto che lanciavo il giavellotto e quindi doveva essere così.

A 24 anni però ho dovuto smettere di lanciare e a quel punto pensavo che le spalle si sarebbero rimpicciolite, io mi sarei abbassata, i muscoli sarebbero andati via e invece…sorpresa! Tutto rimaneva esattamente dov’era stato fino a quel momento. Così piano piano ho cominciato a capire che quella ero io, che non sarei mai stata 1 metro e 60 e che forse in fondo non volevo nemmeno esserlo, che non avrei mai pesato 70 kg ma che forse non era nemmeno così importante. Ho cominciato a pensare che quella ero io e che se passavo le giornate a cercare di essere qualcosa di diverso non sarei mai stata felice e soddisfatta di quella che ero ogni giorno.

Nello stesso periodo avevo cominciato anche a lavorare in palestra, dove l’estetica regna sovrana e dove gli stessi clienti erano subito pronti a giudicarmi “e tu che sei così vorresti allenare me?”. Farmi rispettare in quell’ambiente era davvero difficile ma mi aiutò a concentrarmi sui miei punti di forza, sulla mia personalità, sul mio sorriso, sulla mia capacità di entrare in sintonia con i clienti che seguivo. Nonostante questo ogni giorno mi sentivo a disagio a dovermi presentare a clienti nuovi e ricominciare tutto da capo. Ogni volta dovevo conquistarmi la loro fiducia solo per il fatto di essere fuori misura. Continuavo a dirmi “se perdo 10 kg potrò fare questo e quello”, “ancora un kilo e potrò sentirmi meglio”, “quando sarò magra mi daranno il giusto valore”. Poi ho cominciato a chiedermi ” Davvero dipende dal mio peso quello che posso o non posso fare? Davvero dipende dal mio peso la mia felicità? Davvero solo perché non sono magra non posso essere una ragazza fitness?” Non può essere così, non è giusto che sia così. A quel punto qualcosa è cambiato.

Ho cominciato ad Accettarmi nel vero senso della parola, a volermi bene, ad essere soddisfatta delle mie particolarità, dell’essere diversa, quasi speciale. Questo non vuol dire considerarsi perfette e accettare tutto, vuol dire solo volersi bene, lavorare sul proprio corpo, migliorarlo, allenarlo, coccolarlo, conoscerlo ma senza giudicarlo e senza giudicarci dandoci un valore in base al nostro aspetto. Tra i miei profili Instagram preferiti c’è quello di una modella curva usa una frase che mi piace moltissimo e che rispecchia molto il mio pensiero : “Migliorati sempre ma impara ad accettarti” (cit. Laura Brioschi). Ed è proprio così. Non bisogna prendere tutto come cade dal cielo, ci si può lavorare, ci si deve lavorare ma amandosi e non giudicandosi.

La vita è una, è questa, è quella che abbiamo ogni giorno, e se passiamo il nostro tempo pensando che solo se saremo più magre o avremo meno cellulite saremo felici e soddisfatte arriverà un giorno in cui ci gireremo indietro e diremo “no aspetta, ma cosa ho fatto fino ad oggi?!”

Ragazze, non è facile, ovviamente viviamo in una società che basa tutto sull’estetica, sull’apparire e che ci vuole far rientrare in dei canoni che non sempre ci rispecchiano (banalmente chi ha un numero di scarpe troppo piccolo o troppo grande fa davvero fatica a trovare le scarpe, come se loro andassero in giro a piedi nudi) però dobbiamo provarci e per lo meno smettere di guardarci l’una con l’altra come se avessimo sempre qualcosa che non va per il semplice fatto di non essere tutte uguali. La diversità è natura, la diversità è bella.